Mi sono imbattuto in questo pensiero sul concetto di eredità, e mi ha dato da pensare.
Un sistema corretto, e a mio avviso da Paese civile, abolirebbe del tutto quella terzomondata dell’eredità. Alla morte, i beni devono andare allo stato, il quale li investite in servizi e welfare. Le case, in quanto bene primario, andrebbero date alle giovani coppie a prezzi calmierati, se non gratis. Sparirebbe il concetto di figlio di papà, poiché i beni andrebbero goduti solo da chi li produce in vita, e non donati a gente completamente non incentivata a creare altra ricchezza.
Però questo sarebbe aggirabile se mentre sono ancora vivo cedo ai figli/famigliari le mie proprietà, no?
Tralasciando l'espressione "terzomondata", che denota il modo di pensare di chi l'ha scritto,sarebbe una baggianata incredibile secondo me.
Chiunque lavori con fatica ha l'aspirazione di farlo per lasciare qualcosa ai figli o ai nipoti.
E mi pare anche giusto. Uno lavora una vita, fa dei sacrifici, per poi cosa? Per vedere magari suo figlio in mezzo a una strada? Senza un euro?
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