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"le banche che offrono servizi a individui o entità presenti nelle liste Ofac sono passibili di sanzioni civili (multe di milioni di dollari, confisca di fondi e asset delle persone sanzionate, etc.) e penali, restrizioni operative su tutta l’operatività in dollari di tutti i clienti, controlli più rigidi e audit da parte delle autorità, implementazione di programmi di compliance più severi che ne possono bloccare interamente l’operatività anche per lunghi periodi di tempo.
Diverse banche europee hanno subito multe o sanzioni per aver intrattenuto rapporti con soggetti segnalati nelle liste Ofac: Swedbank Latvia in Svezia, Bnp Paribas in Francia, Deutsche Bank in Germania, Efg International in Svizzera e Unicredit per dirne alcune, con multe che sono arrivate a 8,9 miliardi di dollari per transazioni con Sudan, Cuba, Iran.
Banca Etica, a dir la verità, era disponibile ad accettare il rischio di pagare multe salate pur di rimediare alla discriminazione del sistema bancario verso Francesca Albanese, ma si è fermata davanti al rischio di vedersi bloccata l’operatività in dollari per tutti i propri clienti, tra cui le Ong che devono poter operare in valuta per l’invio di fondi in tantissime zone di conflitto, dall’Afghanistan all’Iraq. Ad esempio, Commerzbank in Germania nel 2015, dopo aver pagato 1,45 miliardi di dollari di multe per transazioni con Sudan e Iran, ha subito pesanti limitazioni sui conti in dollari e un monitoraggio esterno continuo che ha reso estremamente complesso effettuare trasferimenti verso stati fragili."
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