Valditara spiega come funzionerà il tetto agli stranieri in classe: “Il discrimine sarà la conoscenza dell’italiano”
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Il tetto agli stranieri in classe “avrà come elemento centrale la conoscenza dell’italiano e ci saranno criteri oggettivi per stabilire a chi si applica”. Lo afferma il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe
I miei figli frequentano una classe in cui praticamente nessuno parla come lingua madre quella del luogo.
Sono inglesi di seconda generazione, frequentano la sezione Inglese della Scuola Europea di Varese, studiano anche in tedesco e francese e, vivendo qui, finiscono inevitabilmente per avere a che fare pure con l'italiano.
Eppure non mi sembra che il problema sia separare gli studenti in base alla lingua.
La scuola può certamente aiutare ad imparare la lingua del posto. Anzi, deve farlo.
Ma l’integrazione non avviene mettendo insieme persone che già parlano la stessa lingua. Avviene anche frequentando chi parla lingue diverse.
Poi c’è un pezzo che nessuna percentuale ministeriale può risolvere: se una famiglia vive in un Paese senza interessarsi alla sua lingua, cultura e società, difficilmente sarà la composizione della classe a fare il miracolo.
Forse stiamo cercando di risolvere con un tetto amministrativo qualcosa che è soprattutto un problema educativo e sociale.
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