Dall’arte di far debiti all’arte del regalo
In Italia certe cose si imparano già dalla letteratura.
Dopo anni passati a leggere L’arte di far debiti di Antonio Ghislanzoni, la politica sembra avere deciso di aggiornarne il programma del debito pubblico a fini elettorali alla letteratura contemporanea.
Prima Renzi con gli 80 euro in busta paga: soldi pubblici restituiti ai contribuenti e presentati, inevitabilmente, come beneficio.
Poi Trump, che oggi promette 5.000 dollari agli americani se i Repubblicani manterranno il Congresso. Anche quelli, naturalmente, non cresceranno sugli alberi.
E adesso arriva Meloni:
«Vi tolgo il bollo dell’auto!»
Ottimo.
Solo che il provvedimento costa circa 2,3 miliardi e una buona parte della copertura, circa 1,7 miliardi, arriva da economie del PNRR e da altri fondi pubblici.
Quindi, in forma molto semplificata:
«Non pagherete più questa tassa. La pagheremo noi con i vostri altri soldi.»
Naturalmente fiscalmente non è proprio la stessa cosa: eliminare un’imposta può cambiare incentivi e redistribuire il carico fra contribuenti.
Ma dal punto di vista della comunicazione politica il trucco resta irresistibile: prendere denaro dalla grande tasca collettiva e rimetterne un po’ nella tasca visibile del cittadino.
E aspettarsi pure un grazie e un voto alle prossime elezioni.
Ghislanzoni, probabilmente, avrebbe apprezzato l’aggiornamento.